Perché nasce il Credo?

Possiamo affermare che il Credo – o Simbolo della fede – nasce con la Rivelazione stessa di Gesù e la risposta di fede dell’uomo quando asserisce “io credo”.

A questa affermazione scaturisce la necessità di annunciare ad altri questa risposta, come a loro volta gli stessi apostoli avevano espresso attraverso le parole:

“Ciò che noi abbiamo udito, ciò che abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita, noi lo annunciamo a voi perchè anche voi siate in comunione con noi.”

Quel noi diventa in un secondo momento un voi.

La fede degli apostoli proclamata a tutte le genti ruota attorno al Kerygma, nucleo della fede cristiana, dal quale si sviluppa e si consolidano quelle formulazioni che oggi noi chiamiamo Professione di fede.

Origini del Credo

Fu durante il Concilio di Nicea (325), convocato per contrastare l’eresia ariana, che la Chiesa avvertì la necessità di scrivere gli autentici contenuti del Credo, passando così da una tradizione di fede orale ad una scritta.

La sostanza del testo venne estrapolata da brani presi sia dall’Antico Testamento che dal Nuovo Testamento, da parte dei Padri conciliari. Tale schema fu ripreso e convalidato anche durante il Concilio di Costantinopoli (381).

Nel III sec. si aprirono due strade: la Chiesa orientale si mosse verso la direzione del Simbolo di fede approvato durante i concili. La Chiesa d’Occidente verso l’antico Simbolo Battesimale in quanto custode del deposito di fede e centro di comunione di tutte le Chiese.

Solamente verso il 1024, all’interno delle tensioni dell’epoca, l’imperatore Enrico II impose al papa di inserire il Credo nella liturgia della Messa. Uso ancora attualmente in vigore.

Differenze tra le due versioni

La Chiesa durante le Liturgie eucaristiche, domenicali e nelle solennità, propone due formule di professione di fede.

In ambedue le versioni si professa l’insegnamento del mistero di Dio attraverso la vita e il ministero di Gesù:

  • il simbolo Apostolico
  • il simbolo Niceno Costantinopolitano

La parola Simbolo, dal greco syn-ballein, letteralmente “mettere insieme”, consisteva nel ricongiungere un oggetto spezzato, le quali metà ricongiunte garantivano l’identità di chi le portava. La parola simbolo in questo caso indica la comunione dell’uomo a Dio e riunirsi al prossimo nella comunione con la Chiesa.

Il Simbolo Apostolico

Testo testimoniato a partire dal III secolo, è nato nella Chiesa antica nella Liturgia battesimale, e tuttora in uso nella Messa durante il periodo quaresimale e nel tempo di Pasqua.

Viene usato anche per richiamare le promesse del battesimo nella veglia pasquale.

E’ molto semplice, essenziale e immediato, una sorta di sommario di verità fondamentali indispensabili all’identità cristiana. Simbolo significa anche essenza di ciò che il cristianesimo crede. Apostolico perché i contenuti di fede sono trasmesse dagli Apostoli.

Composto da 12 articoli, viene attribuito secondo la leggenda all’opera degli stessi Apostoli all’indomani dell’evento di Pentecoste a Gerusalemme.

Il Simbolo Niceno Costantinopolitano

E’ una conferma e uno sviluppo del precedente Simbolo.

Risulta arricchito da affermazioni cristologiche definite dal concilio di Nicea e da affermazioni pneumatologiche dal concilio di Costantinopoli. Fu redatto in queste sedi per contrastare le numerose eresie che attraversavano la Chiesa del IV secolo.

Questo simbolo proprio per la sua formulazione più corposa e ricca di aspetti teologici, viene usata nelle catechesi e durante la liturgia cristiana. Nelle Chiese occidentali questa preghiera viene proclamata con l’aggiunta del “procede dal Padre e dal Figlio”, la cosiddetta questione del “filioque”. Mentre in Oriente viene mantenuta la formulazione antica.

La disputa del “filioque” è una delle cause che determinarono lo scisma d’Oriente (1054).

Credo Apostolico

Sorto intorno al 150 d.C., dalla scelta di varie formule di fede radicate e pacificamente affermate nelle prime comunità, appartiene ai simboli chiamati Simboli battesimali, in quanto nelle Chiese dei primi secoli, ogni comunità usava una propria formula per esprimere la propria fede durante il battesimo.

Per questo motivo questo tipo di simbolo presupponeva un cammino di avvio verso la fede (catecumenato) che sfociava verso la conversione.

La decisione di essere battezzati e diventare cristiani, esigeva una profonda convinzione personale che sfociava in un credere maturo. Il rito avveniva con una formula interrogativa tra il presbitero e il catecumeno che chiedeva:

Credi tu? – Io Credo.

Il risultato è frutto dell’ascolto, dell’accoglienza che il tu che sfocia nel noi della comunità di fede.

Spiegazione del Credo Apostolico: analisi e struttura

Anche se la Liturgia lo presenta diviso in 12 articoli, il Simbolo Apostolico ha una sua struttura propria di tipo ternario:

  1. Io credo in Dio Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra
  2. e in Gesù Cristo, Suo unico Figlio e nostro Signore,
  3. il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine,
  4. patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto
  5. discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò da morte;
  6. salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente
  7. di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
  8. Credo nello Spirito Santo,
  9. la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei Santi,
  10. la remissione dei peccati,
  11. la resurrezione della carne,
  12. la vita eterna. Amen

Nella prima parte che è una confessione teologica, si parla di Dio creatore origine dell’economia salvifica e del disegno eterno che si dipana nella storia, con aggettivi legati all’unicità, la paternità e l’attività creatrice.

La seconda parte riguarda la confessione cristologica da cui sorge tutto il resto: Cristo è redentore e mediatore, mentre gli altri elementi in sequenza sono legati agli eventi salienti del ministero terreno di Gesù: incarnazione, passione, morte, resurrezione, ascensione e ritorno, in una realtà escatologica, come giudice.

La terza parte tratta l’aspetto pneumatologico che riguarda l’azione dello Spirito Santo che viene associato alla santificazione e al compimento della Chiesa che è santa perché sposa di Cristo. Il Simbolo professa oltre la Chiesa anche la comunione di tutti i Santi, il perdono dei peccati, elemento fondamentale per la santificazione e la vita nuova che grazie al mistero pasquale della resurrezione della carne, ci viene donata dal Cristo.

Al Credo iniziale deve corrispondere un si obbediente, filiale e fiducioso ed è ciò che viene proclamato con l’Amen finale.

Credo Niceno Costantinopolitano

Il contenuto è espressione dell’unica fede comune a tutto il cristianesimo. Questo simbolo infatti contiene le verità fondamentali della fede cristiana, racchiudendo i 4 capitoli essenziali dell’insegnamento dogmatico:

  • l’uomo e il mondo (la teologia trinitaria e l’economia della salvezza)
  • sulla Chiesa (caratteristiche e missione)
  • sui Sacramenti (battesimo per la remissione dei peccati, la redenzione e la vita nuova)
  • sull’escatologia (la resurrezione e la vita eterna)

La struttura si suddivide in 4 sezioni:

  • Dogmatica: Si parla delle tre persone della Santissima Trinità, la figura di Gesù viene contemplata nella sua dimensione divina, preesistente e storica. Vengono sintetizzati i passaggi salienti della vita di Gesù e della sua missione redentiva. La sezione dogmatica è divisa a sua volta in 3 parti: teologica, cristologica e pneumatologica;
  • Ecclesiologica: Riguarda la Chiesa nella sua dimensione di unicità, cattolicità e apostolicità;
  • Confessionale: Tratta la professione del battesimo che porta alla conversione e alla sequela di Cristo;
  • Escatologica: Riguarda gli eventi ultimi in cui tutta l’intera umanità e la sua storia saranno coinvolti: la resurrezione dei morti e l’instaurazione definitiva della vita divina in mezzo agli uomini.

Spiegazione e commento del Credo Niceno Costantinopolitano

Vediamo ora la spiegazione frase per frase del Credo cattolico:

Io Credo in un solo Dio

Con la parola credo si intende esprimere un atteggiamento di fiducia, di incontro e di abbandono a Dio, oltre a ritenere vero il fatto che Dio esista, si professa la fede in un solo Dio.

Padre Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili

Si parla di Dio Padre in quanto creatore del TUTTO dal nulla in modo universale e misterioso, Egli crea con atto libero e gratuito dimostrando la sua onnipotenza, Padre è il nome che Gesù stesso insegna ad usare per rivolgersi a Lui. Inoltre è creatore di tutte quelle entità  che sfuggono alla normale osservazione dell’uomo come gli angeli e demoni, creature incorporee e spirituali.

Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli

In questa parte di preghiera si professa la fede in Cristo Gesù riconoscendolo Figlio di Dio e fondamento di quanto scritto nel NT, Gesù è il Messia promesso e atteso ma anche l’unigenito di Dio, immagine del padre invisibile primogenito di tutta la creazione. E’ Gesù che fa conoscere il Padre agli uomini e li conduce a Lui, ed è in Cristo che si è manifestato lo Spirito Santo.

Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio Vero, generato e non creato della stessa sostanza del Padre

Cristo non è una creatura ma è generato dall’eternità da Dio e qui si precisa la natura divina di Gesù in quanto proviene da Dio ed è Luce che dà la vita, Dio vero e completo, non parziale o apparente. Negare la sua completa e perfetta divinità, significherebbe invalidare la Sua morte e resurrezione.

Per mezzo di lui tutte le cose sono state create

Nel NT si parla in molti scritti che il Padre e il Figlio erano uniti nell’opera creatrice. Tutta la creazione e attuata tramite la Parola di Dio, il Suo pensiero, e Cristo è il Verbo del Padre, per questo ogni creatura è completa quando riflette la gloria del Figlio.

Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo

L’incarnazione del Figlio, assumendo la condizione umana, è un atto di amore nei confronti dell’umanità per riconciliare i peccatori a Dio. Nel suo amore infinito, Egli vuole la salvezza dell’uomo elevandolo alla santità, riconoscendolo a Sua immagine e somiglianza.

E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo

L’incarnazione di Cristo avvenuta nel grembo della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo, rende mirabile il mistero dell’unione della natura divina e della natura umana nell’unica Persona divina del Verbo, Cristo.

Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto

Il mistero pasquale che comprende i tre avvenimenti essenziali della vita terrena di Gesù, passione, morte e resurrezione, sono al centro della fede cristiana, perché tutto il disegno della salvezza possa compiersi attraverso Cristo. Tutta la sua vita infatti è orientata verso la volontà del Padre.

Il terzo giorno è resuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre

Il mistero della resurrezione di Cristo viene completato dalla Sua Ascensione. Egli è il Signore che regna ormai con la sua umanità nella gloria eterna presso il Padre ed intercede in favore degli uomini.

E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine

La venuta gloriosa di Cristo avverrà con il trionfo definitivo di Dio nella parusia e con il giudizio che compirà così il Regno di Dio per l’eternità. La condotta di ciascun uomo verso Dio e verso il prossimo sarà svelata e di conseguenza si verrà colmati di vita o dannati per l’eternità a seconda delle opere.

Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita

In questo articolo si professa la fede nella terza persona della SS.ma Trinità e la sua unità con il Padre ed il Figlio (concetti espressi nei concili di Nicea e Costantinopoli), quindi divina, che dà la vita perché autore della vita umana del Figlio di Dio nel grembo di Maria.

E procede dal Padre e dal Figlio. Con il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti

Gesù chiede lo Spirito Santo al Padre e il Padre lo manda nel nome di Gesù, affinchè gli uomini possano ricevere l’adozione a figli di Dio.

Con il termine profeti si intende quegli uomini ispirati dallo Spirito Santo per parlare a nome di Dio, in modo che le profezie annunciate nel Vecchio siano portate a completezza nel Nuovo Testamento.

Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica

Tutti i figli di Dio devono sentirsi una famiglia e questa famiglia è la Chiesa, è popolo di Dio, assemblea di quanti, per la fede e il battesimo, diventano figli di Dio, membra di Cristo e tempio dello Spirito Santo.

L’unica Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica cioè universale ed è santa per la santità donata da Dio suo autore e per la vocazione di ogni suo membro. Apostolica perché fondata sulla testimonianza di fede dei dodici Apostoli.

Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati

Il credente esprime, in questa dichiarazione, la volontà di unirsi solo a Dio con il Battesimo dell’unica sua Chiesa, ed esprime la volontà di un cambiamento interiore e sacramento con il quale si è costituiti membri del popolo di Dio.

Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà

L’ultima frase del Simbolo elenca le speranze e le attese del cristiano per il futuro che verrà dopo la morte. La speranza è quella di raggiungere una perfetta felicità e beatitudine con la visione gloriosa del Cristo. Questa attesa che porta alla vita eterna deve però essere vissuta con responsabilità e speranza.

Amen

La parola ebraica che conclude anche altre preghiere del Nuovo Testamento, significa il si fiducioso e filiale a quanto sopra viene professato di credere, affidandosi totalmente a Colui che è il Signore della vita.